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Noi, i volontari, andiamo anche a scuola come i bambini. Ma cosa facciamo lì ?

Giochiamo al Gioco delle Frontiere, che è una delle cose più belle che si fanno a Casa Pace.

Si tratta di fare sentire ai ragazzini quello che i migranti sentono quando partono dai loro paesi d’origine. Così, dividiamo la classe in 4 o 5 gruppi. Ogni gruppo rappresenta un personaggio che incarna la possibile realtà di una persona che ha dovuto passare attraverso mille problemi per arrivare in Europa. Ovviamente, questo è un gioco, però è anche un buon mezzo per sensibilizzare gli studenti sulle diverse storie di migrazione e, allo stesso tempo, procurargli strumenti per leggere la realtà nascosta nel rumore dei mass media e dei social.

Nonostante questo sia un tema serio, il gioco è proprio divertente. Infatti, il mio ruolo principale è fingere di essere trafficanti di persone perché gioco anch’io.                            

Alla fine, il gioco è un pretesto per tirare fuori le emozioni e pensieri degli studenti come risultato della loro esperienza. 

A mio parere, questo gioco aiuta agli studenti e gli insegnanti a creare un buon clima di lavoro in aula. Sicuramente, qualcosa di positivo e stimolante portiamo in queste classe perché è frequente che le scuole ci chiedono di tornare.

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