Da tre mesi sono arrivata a Milano per cominciare la mia esperienza di volontariato europeo a Casa per la Pace. La verità è che questi tre mesi sono passati molto velocemente ma sento di non essere più la ragazza spaventata che è arrivata in epoca di sole e attività all’aria aperta.


È ancora presto per fare un bilancio. Ma, per il momento, nella mia associazione di accoglienza sto imparando tanto sui diritti umani. Mi arrabbio quando vedo che si commette qualche ingiustizia ma non solo mi arrabbio, qui trovo anche delle idee per agire contro quello che non mi piace ed apportare il mio piccolo contributo.
Piano piano spariscono i pregiudizi che avevo sulla città. Non solo ci sono moda e lunghi viali a Milano. Ci sono anche movimenti sociali, musica, arte, poesia… puoi trovare sempre qualcosa che ti faccia crescere intellettualmente. La ricerca del vino per meno di 5 euro è ancora in corso… ma ci stiamo lavorando. La mia bici, per adesso, mi porta dappertutto in poco tempo e questo mi permette di conoscere luoghi e strade della città che non avrei avuto modo di conoscere. Riesco a capirmi con le mie colleghe (coinquiline e colleghe di lavoro) anche se non parliamo la stessa lingua. Mi mancano molto il caldo del sud, le giornate più lunghe ed il cibo di mia madre. Ma la primavera arriverà prima poi.

Sono venuta qui perché mi interessava il progetto. Conclusi gli studi in giornalismo non sapevo cosa fare del mio futuro. Non lo so neanche adesso. Ma spero che alla fine di questa esperienza la mia testa sarà piena di fiori.

 

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