Educazione alla nonviolenza e alla cittadinanza attiva

Premessa
Il senso di insignificanza è una delle cause della rassegnazione e della passività. Noi riteniamo però che, se ci sentiamo insignificanti, è perché, tra le altre cose, non conosciamo l’efficacia di molte “rivoluzioni nonviolente”, realizzate da migliaia e migliaia di persone “insignificanti” come noi, che hanno determinato cambiamenti importanti nella storia dell’umanità.
Questo senso di insignificanza e la distanza  crescente tra i giovani e le istituzioni, provocano una sempre minore partecipazione critica dei cittadini alla vita sociale e politica dei nostri quartieri, paesi, città e nazioni. Per sconfiggere il pessimismo, l’impotenza e l’ignoranza occorre aumentare il senso di appartenenza dei giovani e degli adulti alla res publica, alla collettività. È necessario passare insieme dal “mi conviene” al “mi interessa” («I care», come diceva don Milani)
Obiettivi
  • Avvicinarsi ad una gestione Nonviolenta dei conflitti micro.
  • Conoscere diversi modelli di lettura del fenomeno della Violenza Macro (Patfoort, Galtung, Helder Camara) Riflettere sulla nostra partecipazione alla Zona grigia, all’interno di dinamiche di violenza/ingiustizia.
  • Conoscere la Nonviolenza come proposta di cambiamento sociale.
  • Riflettere sulla propria percezione di potere/impotenza davanti ai problemi sociali.
  • Promuovere nei ragazzi la voglia di partecipare alla società e di allearsi con chi promueve un cambiamento sociale in senso nonviolento.
Metodologia
Metodologia maieutica, cooperativa, interattiva ed esperienziale.
Incontri
3 incontri di 2 ore ciascuno