Laboratorio di Teatro dell’oppresso rivolto a chi vuole esplorare con il teatro le proprie oppressioni interiori e psicologiche e tentare di trasformarle insieme al gruppo.

Conduce Angelo Miramonti

La scadenza per le iscrizioni sono ancora aperte.  Per informazioni tdo@casaperlapacemilano.it,  per iscriversi compilare il modulo

ORARI

Sabato 14 maggio dalle 14.30 alle 19.00

Domenica 15 maggio dalle 9.30 alle 18.00

LUOGO:  Presso Casa per la Pace Milano, MM Corvetto. I partecipanti che avessero bisogno di alloggio a Milano la notte di venerdì 13 o di sabato 14 possono contattarci e faremo  il possibile per cercare ospitalità gratuita.

COSTO: La quota del laboratorio è di 50 Euro + 5€ tessera associativa, da versare Il laboratorio sarà attivato se verrà raggiunto il numero minimo di 13 iscritti. La scadenza per le iscrizioni è il 2 maggio

OBIETTIVI

Introdurre i partecipanti alle tecniche dell’Arcobaleno del Desiderio come strumento di esplorazione e trasformazione dei conflitti interiori e relazionali come l’incapacità di esprimere un conflitto interpersonale, il senso di solitudine, il rapporto problematico col proprio corpo, con la propria storia famigliare, con le aspettative sociali riguardanti l’essere donna o essere uomo, con la propria età, e con la propria storia, la sfiducia nel futuro e in se stesse/i.

Il laboratorio stimola la ricerca di soluzioni creative alle situazioni di disagio interiore attraverso la simbolizzazione teatrale e l’interazione col gruppo.

METODO

Il laboratorio utilizza le tecniche del Teatro dell’Oppresso, elaborate da Augusto Boal in Brasile e in Europa. Questo metodo si propone di rendere lo spettatore protagonista della trasformazione nello spazio scenico come atto preliminare perché diventi protagonista della propria vita. Il metodo si basa sull’ipotesi che “tutto il corpo pensa” e che la persona sia una costante interazione di mente, corpo ed emozioni.

L’approccio pedagogico utilizzato è non giudicante, finalizzato a stimolare la creatività e a valorizzare le differenze. La conduzione è poco direttiva e attenta ad ascoltare e a seguire la direzione del gruppo. Il punto di partenza è il gioco e l’improvvisazione teatrale, utilizzando anche forme di espressione di tipo non-verbale. L’esperienza viene poi elaborata attraverso riflessioni verbali spontanee.

 PROGRAMMA

Il percorso comprende:

1) Giochesercizi, finalizzati a:

  • conoscenza e integrazione di gruppo, creazione di un clima di ascolto e fiducia;
  • attivazione di tutti i sensi.

2) Tecniche dell’Arcobaleno del Desiderio, finalizzate a:

  • estrapolare i desideri contraddittori che bloccano la volontà del protagonista quando si confronta con un antagonista nelle sue relazioni sociali (tecniche dell’Arcobaleno del Desiderio);
  • esplorare insieme al gruppo le “voci” interiorizzate che bloccano la volontà del protagonista e ricondurle alle relazioni sociali del protagonista (tecniche del Flic dans la Tête);
  • tentare di trasformare le oppressioni interiorizzate del protagonista utilizzando tutte le potenzialità espressive del corpo (voce, suoni, gesti, immagini) e con l’aiuto di tutto il gruppo.
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