Due mesi di grande intensità per OpetBosna, in questi dicembre e gennaio appena conclusi che abbiamo passato in Bosnia.

 

Ecco le notizie dalla più recente:

Dal 19 dicembre il nostro volontario Mirko è tornato a Velika Kladuša in Bosnia e collabora con No Name Kitchen. Sta contribuendo a riorganizzare i servizi quotidiani che portano agli squat, a monitorarne la situazione. Incontra ogni giorno le persone, le famiglie – ci racconta nei suoi audio – la precarietà, la frustrazione dei push back. Costruiscono docce da campo, forniscono coperte, contattano il dentista o l’ottico per interventi urgenti. Inoltre, gestiscono i contatti per il programma Voucher4Food che offre loro cibo.

Ci sono meno persone che in precedenza negli squat ma le necessità sono tante, l’inverno è duro.

 

Il 24 gennaio OpetBosna ha portato la propria testimonianza in un’importante serata pubblica organizzata dalla Fondazione Franceschi https://www.facebook.com/fondfranceschi in ricordo di Roberto Franceschi all’Aula Magna dell’Università Bocconi di Milano.

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Le raccolte fondi

Le campagne di raccolta fondi (Lanterne di Natale e Calze della Befana) sono andate molto bene, oltre 5000 euro raccolti per continuare a sostenere le attività di No Name Kitchen e organizzare la raccolta vestiti primaverili-estivi nella prossima primavera.

Con la raccolta invernale dei mesi di ottobre e novembre, cui hanno contribuito molte persone e associazioni in varie città, un furgone da oltre 20 metri cubi di indumenti e materiali è arrivato a destinazione ai primi di dicembre. Quello che non era adatto alla rotta balcanica e alle condizioni dell’inverno bosniaco è stato destinato agli homeless e alle persone migranti che arrivano a Milano, grazie alle associazioni Mutuo Soccorso Milano https://www.facebook.com/mutuosoccorsomilano e Collettivo Kasciavit https://www.facebook.com/collekasciavit

 

Dopo la rotta balcanica, chi supera il Game, ha ancora chilometri e insidie per arrivare a compiere il suo progetto di vita in Europa. La rete di contatti tra associazioni funziona, avvisa delle persone in arrivo, ci si attiva per dare una mano a passare la notte a Trieste, a Milano o vicino a Torino. È così che abbiamo avuto occasione di collaborare con Rete Milano https://www.facebook.com/ReteMilano – associazione impegnata da anni a favore dei “transitanti”. Abbiamo incontrato quattro ragazzi afghani, storie di 6 anni bruciati nel cammino sulla rotta balcanica.

 

Da sostenere

Segnaliamo la campagna Stop Border Violence www.stopborderviolence.org, cui Casa per la pace Milano APS aderirà. Si chiede che la commissione europea garantisca il rispetto dell’art. 4 della carta dei diritti fondamentali della Unione Europea – che vieta torture e trattamenti degradanti – anche nei confronti delle persone migranti.

 

Infine, una storia di dicembre che ci scalda ancora: la coperta, frutto del lavoro dei bambini della classe 5a C della scuola elementare di Olginate con la loro maestra Elena e consegnata da OpetBosna grazie a Mirko, a una famiglia curdo-irachena del campo profughi di Borići. Sensibilizzare, aprire gli occhi dei piccoli, portarli a fare qualcosa di concreto insieme agli altri e a essere solidali. I messaggi di questi bambini, come quello nella foto, scaldano il cuore!

https://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=65682

 

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