“Il quartiere è di chi lo abita!” è un laboratorio settimanale che nasce con un obiettivo chiaro: creare uno spazio collettivo in cui le persone del quartiere possano elaborare, condividere e trasformare le proprie esperienze legate al diritto alla casa e, più in generale, al diritto di abitare la città in modo dignitoso. Non si tratta di un laboratorio teatrale di svago o di espressione fine a sé stessa, ma di uno strumento di resistenza attiva, di presa di parola politica e di costruzione di strategie concrete di rivendicazione dei diritti.
Il punto di partenza del laboratorio non è il teatro, ma la vita quotidiana delle persone che abitano Corvetto: sfratti, precarietà abitativa, convivenze difficili, relazioni segnate dalla paura o dal controllo, difficoltà di accesso allo studio e ai servizi, ma anche pratiche di solidarietà, forme di auto-organizzazione e resistenza già in atto. Il teatro entra in gioco come metodo capace di andare oltre il linguaggio verbale e assembleare, permettendo di lavorare con il corpo, le emozioni e le relazioni, rendendo visibili dinamiche di potere spesso invisibili o normalizzate.
Il laboratorio utilizza il Teatro dell’Oppresso come strumento politico e pedagogico: una pratica che trasforma chi partecipa da spettatore passivo a soggetto attivo del cambiamento.
Le scene e le elaborazioni nate nel laboratorio non restano chiuse in uno spazio protetto, ma vengono portate nei cortili, nelle piazze, nei luoghi simbolici del quartiere, trasformandosi in azioni teatrali pubbliche capaci di coinvolgere altre persone, attivare discussione e generare alleanze. Questi momenti non sono spettacoli tradizionali, ma dispositivi di intervento nello spazio pubblico: chi assiste è invitato a intervenire, proporre alternative, immaginare soluzioni, contribuendo a costruire una riflessione collettiva sul diritto alla casa e sulla possibilità di trasformare concretamente le condizioni di vita nel quartiere.
In questo senso, il laboratorio si pone come uno strumento al servizio del territorio: un luogo attraversabile dalle realtà già attive – comitati inquilini, associazioni, gruppi informali, servizi educativi – in cui far emergere istanze, rafforzare pratiche di lotta e costruire un linguaggio comune capace di tenere insieme esperienza personale e azione politica. Il corpo, la scena e la relazione diventano così mezzi per rimettere al centro una domanda fondamentale: chi decide come si vive nel quartiere, e come possiamo riprenderci collettivamente questo diritto?
QUANDO E DOVE
A partire da questa esperienza, il laboratorio proseguirà con cadenza settimanale, diventando uno spazio riconoscibile e attraversabile nel tempo. Gli incontri si terranno ogni mercoledì dalle 14.45 alle 16.45 a partire dal 25 marzo 2026 presso il Laboratorio di Quartiere Mazzini, in via Mompiani 5.
Si sta valutando di avviare un percorso parallelo il sabato mattina, che possa intercettare anche chi lavora con orari d’ufficio o sarebbe impossibilitato durante la settimana.
Il percorso è aperto e gratuito. Per partecipare scrivere a almudena@casaperlapacemilano.it